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Varie e Generiche

Lavoro al videoterminale: Istruzioni per l'uso

L'enorme diffusione ed utilizzo dei computer quali strumenti di lavoro rende sempre attuale la necessità di gestirne l'impiego in maniera opportuna, al di là della mera applicazione normativa, al fine di tutelare la salute e la sicurezza dei lavoratori che impiegano attrezzature munite di videoterminale.

L'enorme diffusione ed utilizzo dei computer quali strumenti di lavoro rende sempre attuale la necessità di gestirne l'impiego in maniera opportuna, al di là della mera applicazione normativa, al fine di tutelare la salute e la sicurezza dei lavoratori che impiegano attrezzature munite di videoterminale. In tal senso, vale la pena ricordare che i principali disturbi che possono insorgere a seguito di un uso intensivo di attrezzature munite di videoterminali sono i seguenti:

1) l'astenopia occupazionale, dovuta all'elevato impegno visivo richiesto per lo svolgimento dei compiti, alle caratteristiche dello schermo, ma anche correlata a condizioni ambientali quali l'illuminazione e il microclima del luogo di lavoro;
2) i disturbi muscolo-scheletrici, derivanti da posture, arredi e tempi di lavoro non corretti;
3) lo stress psicofisico, influenzato dai contenuti della mansione, dal software e dal rumore.

Per ciò che concerne, in particolare, il primo punto è necessario precisare che i disturbi astenopici sono tutti reversibili e che la stessa Organizzazione Mondiale della Sanità, nel 1990, ha affermato che "non esiste alcuna evidenza di danni o compromissioni permanenti a carico dell'apparato visivo delle persone che lavorano con videoterminali".

Tuttavia è innegabile che, per chi si trova a dover interagire quotidianamente con questi strumenti, l'insorgenza di disturbi astenopici piuttosto che muscolo-scheletrici rappresenta un elemento di notevole riduzione del benessere e pertanto di precarizzazione della salute del lavoratore, come definita dall'art. 2, comma 1, lett. o) del D.Lgs. n. 81/2008.

È bene precisare che, nonostante l'importante intervento correttivo e di integrazione svolto dal legislatore con il recente D.Lgs. n. 106/2009, la normativa riguardante la tutela dei lavoratori che fanno utilizzo di videoterminali non ha subito modifiche. Pur tuttavia, vale la pena spendere qualche indicazione, non necessariamente scontata nonostante gli anni passati dalla prima introduzione di tali norme.

In tal senso, preliminarmente, si precisa che le indicazioni di cui al Titolo VII del D.Lgs. n. 81/2008 riguardano specificatamente i lavoratori che utilizzano un'attrezzatura munita di videoterminali, in modo sistematico o abituale, per venti ore settimanali, dedotte le pause di 15 minuti ogni due ore di attività continuativa di fronte al VDT.

Il superamento di tale soglia impone al datore di lavoro l'onere di adempiere a tutti gli obblighi che la normativa prevede in questi casi, descritti a partire dall'art. 174, ma è bene precisare che negli altri casi non è possibile escludere che esista possibilità di rischio al di sotto di tale soglia e nei confronti di questi lavoratori dovranno comunque essere previste misure di tutela che, se pur non specifiche, rientrano nell'ambito del dovere imposto dalla norma di chiusura dell'art. 2087 c.c..

Fatti salvi ad ogni modo gli obblighi contenuti nel Titolo VII e relativi al dovere di formazione e informazione, alla sorveglianza sanitaria, al rispetto dei tempi di pausa dall'attività ed all'obbligo di fornire arredi e attrezzature a norma, ci si vuole soffermare su altri aspetti che, pur essendo sotto la responsabilità dei soggetti apicali dell'azienda, realisticamente devono necessariamente richiedere un'attiva collaborazione da parte del lavoratore al fine di pervenire ad una reale tutela.

In tal senso, il punto di partenza sono le indicazioni dell'allegato XXXIV del D.Lgs. n. 81/2008 e le indicazioni delle norme tecniche UNI 9241 il cui rispetto dovrebbe costituire l'aspetto imprescindibile. Ma essi non sono da soli sufficienti a garantire la salute del lavoratore…

Pur considerando difatti i limiti strutturali di molti ambienti di lavoro, a causa dei quali spesso non si riescono a soddisfare tutti i requisiti previsti, tuttavia le modalità con le quali frequentemente i lavoratori dispongono le proprie postazioni costituiscono un elemento di incidenza sostanziale. Ogni lavoratore difatti possiede proprie abitudini e propri schemi mentali, seguendo i quali, egli finisce col ritenere di lavorare "più comodo", ma in effetti non è detto che la sua percezione di "comodità" coincida con una reale condizione di "comodità".

L'esempio classico è costituito dal disporre il monitor lateralmente, piuttosto che di fronte a sé. Una simile disposizione è generata, spesso, dal voler disporre di maggiore spazio sulla scrivania oppure dal bisogno di voler guardare oltre la scrivania senza che il monitor costituisca un "ostacolo".

Tuttavia questa scelta, qualora effettivamente il lavoratore impieghi il videoterminale per oltre 20 ore settimanali (che, mediamente, corrispondono a più della metà della giornata lavorativa), impone allo stesso la necessità di mantenere per tutto il tempo richiesto dallo svolgimento del compito al videoterminale che, ribadiamolo, corrisponde ad oltre la metà del proprio orario di lavoro, con la testa ruotata, ovvero in posizione innaturale, con conseguenti dolori al collo ed alle spalle.

Le indicazioni da seguire non sono moltissime, ma il loro soddisfacimento comporta sicuri benefici per il lavoratore.

Partendo dalla sedia, è necessario che essa sia dotata di tutti i requisiti previsti dall'allegato XXXIV, ma ciò non è sufficiente in quanto dovrà essere correttamente regolata. In tal senso il lavoratore dovrà preliminarmente sedersi correttamente, con la schiena ben appoggiata allo schienale e successivamente, tenendo i piedi per terra, dovrà regolarne l'altezza di modo che la coscia e la gamba formino un angolo di 90°.

È la volta della regolazione dello schienale: questi dovrà essere regolato in inclinazione fissandolo in modo da formare un angolo compreso tra 90° e 110° (all'indietro, mai in avanti) rispetto all'orizzontale.

Successivamente dovrà essere regolata la sua altezza (altro elemento fondamentale), in modo da farlo aderire definitivamente alla curva dorso-lombare.

È bene precisare che i braccioli non sono strettamente necessari, tutt'altro, in quanto potrebbero costituire un elemento di disturbo qualora impedissero al lavoratore di avvicinarsi alla scrivania quanto è necessario, non essendo quest'ultima, nella maggioranza dei casi, regolabile in altezza. In questi casi è necessario provvedere alla rimozione dei braccioli (sicuramente più semplice che procedere alla sostituzione della scrivania).

Il lavoratore, infatti, una volta pervenuto alla corretta regolazione della sedia ed avvicinatosi alla scrivania, partendo dal presupposto che, come già detto, questa nella maggioranza di casi non sia regolabile, dovrà poggiare gli avambracci sul piano di lavoro su cui è posizionata la tastiera, avendo cura di verificare che tra avambracci e braccio si formi un angolo di circa 90° mantenendo le spalle in posizione naturale.

Se tale condizione non dovesse verificarsi, come spesso accade nel caso di soggetti di bassa statura, la sedia dovrà essere regolata fino a garantirne il soddisfacimento.

È probabile che, a questo punto, i piedi non potranno più poggiare correttamente per terra, nel qual caso il lavoratore dovrà richiedere al datore di lavoro che gli venga messo a disposizione un apposito poggiapiedi. Mediante queste regolazioni si è pervenuti alla corretta disposizione reciproca di scrivania e sedia.

Rimane ancora la necessità di posizionare adeguatamente gli elementi tipici di un videoterminale: monitor, mouse e tastiera. Quest'ultima dovrà essere posizionata di fronte all'operatore a circa 15-20 cm dal bordo della scrivania di modo che il lavoratore possa digitarvi mantenendo poggiati gli avambracci sul piano di lavoro. Il mouse dovrà essere posizionato accanto alla tastiera sul medesimo piano.

La regolazione dell'altezza e della distanza del monitor costituiscono due elementi di frequente sottovalutazione da parte del lavoratore e dalla cui errata disposizione discendono molti dei disturbi, in particolare muscolo-scheletrici.

Per ciò che concerne la distanza, al fine di non affaticare gli occhi, in particolare il muscolo ciliare destinato alla messa a fuoco degli oggetti, è bene che il monitor sia ubicato ad una distanza minima di 50 cm. Già con un monitor da 15" che non abbia una risoluzione eccessiva, tale distanza potrebbe essere portata a 60 cm e distanze ancora maggiori potranno essere prese in considerazione nel caso di monitor con diagonale superiore, data la loro diffusione negli ambienti di lavoro legata al basso costo che accompagna questi dispositivi.

Ribadendo la necessità che il monitor sia posizionato di fronte all'operatore, la sua altezza dovrà essere regolata in modo che il bordo superiore dello schermo sia posizionato esattamente all'altezza dello sguardo del lavoratore che guarda dritto di fronte a sé (al limite è possibile posizionarlo più in basso fino a formare un angolo di massimo 15° rispetto all'orizzontale).

Tale indicazione è indispensabile per consentire alla testa ed al collo di mantenere una posizione naturale.

Nel caso di computer portatili, anch'essi molto diffusi, è assolutamente necessaria la consegna e l'utilizzo di tastiera e mouse separati, mentre al fine di garantire una corretta altezza del monitor, si potrà procedere in alternativa alla messa a disposizione di un monitor separato o di un supporto per il portatile che consenta di raggiungere la regolazione desiderata. Infine, si ricorda che il mantenimento di una postura corretta è quanto mai indispensabile per non vanificare il risultato. In tal senso, essendo impensabile l'ipotesi che si possa mantenere la stessa postura per 20 ore settimanali, è bene tuttavia precisare che la posizione seduta con i piedi poggiati per terra rappresenta la situazione ottimale che deve essere garantita per quanto possibile. Incrociare gambe e piedi per tempi limitati è certamente utile, poichè aiuta a riattivare la circolazione e a riprendere un pò il tono muscolare, ma non devono essere mai mantenute per tempi prolungati pena l'insorgenza di disturbi muscolo-scheletrici e infiammazioni al nervo sciatico.

Fonte: Andrea Rotella - Il Quotidiano Ipsoa - Ipsoa Editore