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Il Mobbing

In esame il provvedimento sui comportamenti persecutori

Comporatmenti persecutori

"Sono da ricondurre, nell'ambito della definizione di mobbing, tutti quegli atti e comportamenti posti in essere da datori di lavoro, capi intermedi e colleghi, che si traducono in atteggiamenti persecutori, attuati in forma evidente, con specifica determinazione e carattere di continuità, atti ad arrecare danni rilevanti alla condizione psico-fisica del lavoratore, ovvero anche al solo fine di allontanarlo dalla collettività in seno alla quale presta la propria opera": recita così il primo comma dell'articolo 1 del disegno di legge in materia di mobbing nei luoghi di lavoro, in esame questa settimana in Commissione Lavoro del Senato.

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DDL 434: Norme per contrastare il fenomeno del mobbing

Art. 1: Principi e finalità
1. Sono da ricondurre, nell’ambito della definizione di mobbing, tutti quegli atti e comportamenti posti in essere da datori di lavoro, capi intermedi e colleghi, che si traducono in atteggiamenti persecutori, attuati in forma evidente, con specifica determinazione e carattere di continuità, atti ad arrecare danni rilevanti alla condizione psico-fisica del lavoratore, ovvero anche al solo fine di allontanarlo dalla collettività in seno alla quale presta la propria opera.

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Straining, stalking & co.

Credete di essere vittime di mobbing? Attenzione, può essere straining. O stalking o un’altra delle situazioni conflittuali che spesso causano patologie e disturbi nei lavoratori, come la depressione, l'ansia, l'insonnia e tutta una serie di altri sintomi psicosomatici. Il tema del mobbing è ormai di grande attualità e rilevanza in ambito psicologico, medico e giuslavoristico: nel nostro Paese se ne parla già da oltre dieci anni, ossia da quando lo psicologo tedesco Harald Ege fondò l’associazione pioniera.

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La valutazione medico legale del mobbing

La valutazione del danno psichico conseguente al mobbing non si può ritenere sia oggi consolidata nella realtà peritale, e ciò sia nell’ambito dei procedimenti penali o del lavoro, sia in ambito civilistico, in relazione alla quantificazione del danno biologico che eventualmente ne sia derivato. E’ un dato oggettivo, infatti, che esistano interpretazioni e atteggiamenti assai difformi nei diversi tribunali.

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Mobbing, quando il lavoro fa ammalare

La manager che fa fotocopie, la pediatra con la scrivania in corridoio, la redattrice licenziata per colpa del capo.
Milano – L'impiegata che al rientro dalla maternità trova la sua scrivania occupata da un'altra persona e viene relegata ad una mansione secondaria; il capoufficio che si ritrova senza più nessuno da dirigere e senza neppure un incarico preciso per se stesso.

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Mobbing, ora in clinica c’è la lista d’attesa

Il giovane appena assunto isolato dai colleghi d’ufficio che neppure lo salutano e gli mettono i bastoni tra le ruote. Il manager 45enne messo in un angolo e criticato senza motivo dal capo in vista di una ristrutturazione aziendale. L’impiegata laureata che rientra dalla maternità senza trovare più scrivania né computer. Tutti in lista d’attesa per farsi diagnosticare il mobbing. Per avere un appuntamento alla clinica del lavoro di Milano Luigi Devoto, la prima nata in Italia e la più importante per numero di pazienti trattati, ormai bisogna aspettare almeno sei mesi.

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Legislazione vigente in Italia

Costituzione (art.32): la salute è un diritto dell’individuo e della collettività. (art.40) l’iniziativa economica privata è libera, non può svolgersi in contrasto con l’utilità sociale o in modo da recare danno alla sicurezza, alla libertà, alla dignità umana.

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Raccogliere informazioni sul Mobbing

La vittima a questo punto deve tentare di crearsi una base di elementi che potrebbero servire in futuro come prove giuridiche. La raccolta delle informazioni e della documentazione deve essere effettuata su due argomenti principali:

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Allontanarsi dal posto di lavoro?

Quando lo stress e la tensione psicologica diventano inaccettabili si è tentati dall’abbandonare il lavoro per lasciarsi alle spalle una situazione insostenibile. Si può ricorrere ad un allontanamento provvisorio oppure definitivo, ma in entrambi i casi le scelte vanno valutate attentamente.
Nonostante tutto moltissimi bersagli di violenza psicologica decidono di allontanarsi definitivamente dall’ambiente mobbizzante e di cambiare lavoro.

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Denunciare il mobbing

Stiamo parlando dell’arma più potente che la vittima ha a disposizione nella guerra al mobbing: la denuncia.
Denunciare una situazione di persecuzione psicologica sul luogo di lavoro non significa necessariamente rivolgersi all’autorità giudiziaria o ai propri superiori. Oltre alla denuncia ufficiale, ci sono altri modi di rivelare il proprio status di mobbizzato e rompere il silenzio del quale il mobbing si nutre: denuncie ai giornali, diffusione personale, discorsi in occasioni pubbliche, ecc.

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Mobbing: Cause soggettive

Lo stress
Con questo termine ci si riferisce alle reazioni con cui un individuo reagisce agli stimoli interni o esterni, definiti agenti stressori o stressor, cercando di farvi fronte attraverso un insieme di risposte funzionali alla situazione. Le risposte possono essere classificate in base al modello di Selye: "sindrome generale di adattamento", introdotto per descrivere la reazione biologia a uno stress fisico intenso e prolungato, che comprende tre fasi:

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Definizioni di Mobbing

Il termine mobbing presenta alcune difficoltà nella definizione.
Prima di tutto è confuso con molti altri comportamenti che avvengono negli uffici: violenza psicologica, terrorismo psicologico (psychological terrorization).

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