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Dimissioni e Licenziamento

Dimissioni per giusta causa

Dimissioni

In applicazione del principio posto dall'art. 2118 cod. civ., ciascuno dei contraenti può recedere dal contratto di lavoro a tempo indeterminato; l'atto di recesso del lavoratore è detto "dimissioni". Con la pubblicazione in G.U. della Legge n. 133 del 06/08/2008, è stata abrogata la disciplina che stabiliva che la lettera di dimissioni doveva essere resa su appositi moduli informatici predisposti dal Ministero del Lavoro (D.I. 21 gennaio 2008). Pertanto, le dimissioni possono essere presentate in forma libera, salvo diversa previsione contrattuale.

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Risoluzione del rapporto di lavoro con la lavoratrice madre

Il licenziamento della lavoratrice madre
Sotto il profilo giuridico, la comunicazione di licenziamento costituisce una dichiarazione unilaterale recettizia con cui il datore di lavoro manifesta la volontà di risolvere il rapporto di lavoro, i cui effetti decorrono dal momento in cui il lavoratore ne viene a conoscenza (1).

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Lavoratore a termine e recesso anticipato

Quando un lavoratore a termine può recedere dal contratto prima della scadenza? Quali sono le conseguenze? E' previsto un risarcimento al datore di lavoro?

La disciplina del contratto a termine è contenuta nel D.Lgs. n. 368/2001 - attuativo della Direttiva 199/70 Ce relativa all'Accordo quadro sul lavoro a tempo determinato concluso dall'Unice, dal Ceep e dal Ces - recentemente modificato dal c. 39, art. 1 della legge n. 247/2007 (recante le norme di attuazione del Protocollo sul Welfare).

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Da venerdì solo online le comunicazioni per le assunzioni

Da domani datori di lavoro, professionisti e associazioni di categoria potranno comunicare l’inizio, la trasformazione e la cessazione dei rapporti di lavoro per via telematica. Nelle sette regioni che non hanno adeguato i propri sistemi informativi si dovrà fare ricorso a quello predisposto dal ministero.

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Cancellata la procedura per dimissioni volontarie

Il Consiglio dei Ministri, con il D.L. N.112 del 25 Giugno 2008 ha abrogato la legge che prevedeva la nuova procedura per la presentazione delle dimissioni volontarie da partedei lavoratori. Perciò, dal 25 Giugno 2008 le dimissioni volontarie da parte del lavoratorepossono essere presentate al datore di lavoro senza l’obbligo di adempiere alla procedura telematica prevista dall’abrogata legge.

Licenziamento disciplinare per svolgimento di altra attività

Licenziamento disciplinare per svolgimento di altra attività lavorativa in periodo di malattia.
Cassazione Lavoro: licenziamento disciplinare per svolgimento di altra attività lavorativa in periodo di malattia.

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Dimissioni volontarie: la nuova disciplina

Dallo scorso 5 marzo 2008 le dimissioni unilaterali dei lavoratori devono essere presentate esclusivamente online, mediante la compilazione degli appositi moduli informatici predisposti dal Ministero del Lavoro, pena la loro nullità. Vediamo quali sono le ultime novità in merito.

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Dimissioni, ansia da decorrenza

Semplificazione a metà per la nuova procedura delle dimissioni volontarie. Se, infatti, da un lato c'è la facilitazione per i lavoratori di poter fare tutto da sé, senza dover più ricorrere all'ausilio di un intermediario, il cambio di rotta del ministero sulla decorrenza del modulo complica la gestione del recesso, ai lavoratori e alle imprese. Perché tutto vada liscio, infatti, è necessario che la risoluzione del rapporto venga sempre preceduta dal preavviso lavorato.

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Il mancato superamento del periodo di prova

Il mancato superamento del periodo di prova costituisce un giustificato motivo di licenziamento, che deve essere esplicitato.

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La revoca del licenziamento non necessita la forma scritta

La revoca del licenziamento non richiede la forma scritta, che va invece osservata per l’intimazione del licenziamento. Deve in materia applicarsi il principio più volte affermato dalla giurisprudenza di legittimità secondo cui “i negozi risolutori degli effetti di atti richiedenti – come il licenziamento – la forma scritta non sono assoggettati ad identici requisiti formali in ragione dell’autonomia negoziale, di cui la libertà di forma costituisce, in mancanza di diversa prescrizione legale, significativa espressione”.

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Licenziamento ingiurioso, vessatorio, persecutorio

In caso di licenziamento ingiurioso, vessatorio o persecutorio, il datore di lavoro può essere ritenuto responsabile del danno derivatone alla salute del lavoratore – In base all’art. 1223 cod. civile. Il licenziamento ingiustificato del lavoratore può produrre, oltre al pregiudizio economico costituito dalla perdita della retribuzione, una lesione dell’integrità psico-fisica del lavoratore.

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Dimissioni volontarie: modello obbligatorio di comunicazione

Dopo l'approvazione del modello telematico per le dimissioni volontarie i servizi ispettivi del lavoro potranno dichiarare nulle le dimissioni rese senza la nuova modalità. La nullità automatica potrà costituire anche titolo per la diffida del datore di lavoro al pagamento delle retribuzioni arretrate, dalla data delle dimissioni nulle, a favore del lavoratore che vi abbia interesse, e se si, quali?

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